giovedì 17 novembre 2011

Catechismo della Chiesa Cattolica - LII

Proseguiamo l'appuntamento volto alla conoscenza del Catechismo della Chiesa Cattolica. Iniziamo oggi la lettura del secondo capitolo:



PARTE SECONDA  
LA CELEBRAZIONE DEL MISTERO CRISTIANO

SEZIONE PRIMA 
L'ECONOMIA SACRAMENTALE

CAPITOLO SECONDO 
LA CELEBRAZIONE SACRAMENTALE DEL MISTERO PASQUALE

1135 La catechesi della liturgia implica prima di tutto la comprensione dell'economia sacramentale (capitolo primo). A questa luce si rivela la novità della sua celebrazione. In questo capitolo si tratterà dunque della celebrazione dei sacramenti della Chiesa. Si esporrà ciò che, nella diversità delle tradizioni liturgiche, è comune alla celebrazione dei sette sacramenti; quanto invece è specifico di ciascuno di essi sarà presentato più avanti. Questa catechesi fondamentale delle celebrazioni sacramentali risponderà alle prime domande che i fedeli si pongono a proposito di questo argomento:


— Chi celebra?
— Come celebrare?
— Quando celebrare?
— Dove celebrare?



ARTICOLO 1 
CELEBRARE LA LITURGIA DELLA CHIESA


I. Chi celebra?


1136 La liturgia è « azione » di « Cristo tutto intero » (« totius Christi »). Coloro che qui la celebrano, al di là dei segni, sono già nella liturgia celeste, dove la celebrazione è totalmente comunione e festa.


I celebranti della liturgia celeste


1137 L'Apocalisse di san Giovanni, letta nella liturgia della Chiesa, ci rivela prima di tutto un trono nel cielo, e sul trono Uno seduto:64 « il Signore » (Is 6,1).65 Poi l'Agnello, « ritto [...] come immolato » (Ap 5,6):66 il Cristo crocifisso e risorto, l'unico Sommo Sacerdote del vero santuario,67 lo stesso « che offre e che viene offerto, che dona ed è donato ».68 Infine, il « fiume di acqua viva » che scaturisce « dal trono di Dio e dell'Agnello » (Ap 22,1), uno dei simboli più belli dello Spirito Santo.69


1138 « Ricapitolati » in Cristo, partecipano al servizio della lode di Dio e al compimento del suo disegno: le Potenze celesti,70 tutta la creazione (i quattro esseri viventi), i servitori dell'Antica e della Nuova Alleanza (i ventiquattro vegliardi), il nuovo popolo di Dio (i centoquarantaquattromila),71 in particolare i martiri « immolati a causa della Parola di Dio » (Ap 6,9), e la santissima Madre di Dio (Donna;72 Sposa dell'Agnello73), infine, « una moltitudine immensa, che nessuno » può contare, « di ogni nazione, razza, popolo e lingua » (Ap 7,9).


1139 È a questa liturgia eterna che lo Spirito e la Chiesa ci fanno partecipare, quando celebriamo nei sacramenti il mistero della salvezza.


I celebranti della liturgia sacramentale


1140 È tutta la comunità, il corpo di Cristo unito al suo Capo, che celebra. « Le azioni liturgiche non sono azioni private, ma celebrazioni della Chiesa, che è "sacramento di unità", cioè popolo santo radunato e ordinato sotto la guida dei Vescovi. Perciò [tali azioni] appartengono all'intero corpo della Chiesa, lo manifestano e lo implicano; i singoli membri poi vi sono interessati in diverso modo, secondo la diversità degli stati, degli uffici e dell'attuale partecipazione ».74 Per questo « ogni volta che i riti comportano, secondo la particolare natura di ciascuno, una celebrazione comunitaria con la presenza e la partecipazione attiva dei fedeli, si inculchi che questa è da preferirsi, per quanto è possibile, alla celebrazione individuale e quasi privata degli stessi ».75


1141 L'assemblea che celebra è la comunità dei battezzati i quali, « per la rigenerazione e l'unzione dello Spirito Santo, vengono consacrati a formare una dimora spirituale e un sacerdozio santo, e poter così offrire in sacrificio spirituale tutte le attività umane del cristiano ».76 Il « sacerdozio comune » è quello di Cristo, unico Sacerdote, partecipato da tutte le sue membra:77


« La Madre Chiesa desidera ardentemente che tutti i fedeli vengano guidati a quella piena, consapevole e attiva partecipazione delle celebrazioni liturgiche, che è richiesta dalla natura stessa della liturgia e alla quale il popolo cristiano, "stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato" (1 Pt 2,9),78 ha diritto e dovere in forza del Battesimo ».79


1142 Ma « le membra non hanno tutte la stessa funzione » (Rm 12,4). Alcuni sono chiamati da Dio, nella Chiesa e dalla Chiesa, ad un servizio speciale della comunità. Questi servitori sono scelti e consacrati mediante il sacramento dell'Ordine, con il quale lo Spirito Santo li rende idonei ad operare nella persona di Cristo-Capo per il servizio di tutte le membra della Chiesa.80 Il ministro ordinato è come « l'icona » di Cristo Sacerdote. Poiché il sacramento della Chiesa si manifesta pienamente nell'Eucaristia, è soprattutto nel presiedere l'Eucaristia che si manifesta il ministero del Vescovo e, in comunione con lui, quello dei presbiteri e dei diaconi.


1143 Al fine di servire le funzioni del sacerdozio comune dei fedeli, vi sono inoltre altri ministeri particolari, non consacrati dal sacramento dell'Ordine, la cui funzione è determinata dai Vescovi secondo le tradizioni liturgiche e le necessità pastorali. « Anche i ministranti, i lettori, i commentatori, e tutti i membri del coro svolgono un vero ministero liturgico ».81


1144 In questo modo, nella celebrazione dei sacramenti, tutta l'assemblea è « il liturgo », ciascuno secondo la propria funzione, ma nell'« unità dello Spirito » che agisce in tutti. « Nelle celebrazioni liturgiche ciascuno, ministro o fedele, svolgendo il proprio ufficio, compia solo e tutto ciò che, secondo la natura del rito e le norme liturgiche, è di sua competenza ».82


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